Le locazioni passive all’interno del nuova bando per l’edilizia scolastica

Le locazioni passive all’interno del nuova bando per l’edilizia scolastica

Di Marco Pitò (Presidente CPS Trapani)
Soffitto crollato in una scuola di Bagheria nell’anno 2018

Dopo le battaglie portate avanti dalla CPS di Trapani e dall’intero CoR è stata finalmente data importanza mediatica al fenomeno delle locazioni passive.

Prova di ciò è il nuovo bando per la programmazione in materia di edilizia scolastica 2018-2020 che elargisce €82.574.102,67 e delle uletriori risorse proveniente dalla programmazione unica nazionale in materia di edilizia scolastica che al momento contiene 1,7mld.

Al fine di decidere quali interventi sono primari e quali secondari, il bando attribuisce dei punteggi a determinati parametri.

Tra di questi troviamo la dismissione di edifici in locazione passiva e la chiusura dell’edificio disposta da autorità competente (che, come abbiamo visto nel caso dell’Istituto V.F. Allmayer di Alcamo, avviene quasi sempre per la necessità di raggiungere il pareggio del bilancio e dunque la rescissione di un contratto di locazione passiva).

Tra i tanti criteri troviamo inoltre l’eliminazione di materiali contenenti amianto (fuori legge in Italia dal 1992 ma ancora presente in molti istituti), interventi per l’ottenimento  del certificato di agibilità e per l‘abbattimento delle barriere archittetoniche che ricordiamo essere presenti nel 51% degli istituti nella regione.

 

 

Una volta stabilita la graduatoria la Regione o lo Stato la utilizzeranno per la concessione di finanziamenti relativi all’ediliza scolastica.

Ci si aspetta ora una netta risposta da parte delle province che hanno il compito di presentare le proposte progettuali per le scuole secondarie di secondo grado. Le stesse province che, dopo gli scioperi studenteschi per il malfunzionamento dei sistemi di riscaldamento o per il crollo di un soffito, nella più comune delle ipotesi, rispondono di non avere abbastanza dotazione finanziaria per eseguire i lavori.

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